Lo scorso anno ho percorso 800 chilometri a piedi lungo il Camino de Santiago, da Saint Jean Pied de Port in Francia fino a Santiago de Compostela, all’estremità nord-occidentale della Spagna. Al mio ritorno in Italia ho iniziato a interessarmi alla via Francigena
Il percorso più tradizionale della Via Francigena entra in Italia attraverso il Passo del Gran San Bernardo al confine tra la Svizzera e la Valle d’Aosta. La strada poi prosegue per 900 chilometri fino a Roma passando per Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e infine Lazio. Una tragitto alternativo che in passato si collegava al Camino de Santiago arriva in Italia a Monginevro al confine con la Francia. Le due strade si congiungono a Vercelli.
Durante il mese di cammino che ho fatto in Spagna lungo il Camino de Santiago mi ha estremamente colpito l’attenzione e la cura dedicate alla promozione e manutenzione della strada che attira migliaia di pellegrini ogni anno. Il percorso si sviluppa quasi per intero lungo sentieri sterrati e ci sono rifugi dove i pellegrini possono dormire a prezzi irrisori, se non gratis (con richiesta di una donazione), ogni 15 km circa. La maggior parte delle cittadine situate lungo il Camino hanno ristoranti dove ai pellegrini è offerto un pranzo completo per soli 6 euro. Non è un caso dunque che per i motivi più vari migliaia di persone raggiungano la Spagna ogni anno da qualunque parte del mondo per camminare verso Santiago mentre lo stesso non può dirsi per la via Francigena in Italia.
Anzi, una veloce indagine, mi ha confermato che molti italiani non sanno della sua esistenza. La conseguenza è che chi decide di percorrerla si ritrova spesso costretto a sostare in costosi alberghi, pranzare in altrettanto poco economici ristoranti e camminare per lunghi tratti lungo strade trafficate. Il governo italiano ha fatto dei deboli tentativi di migliore i sentieri storici nazionali – incluso una dichiarazione d’impegno del ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli a febbraio – ma i fondi sono stati sempre insufficienti per aver un impatto significativo.
Nella pianificazione del mio viaggio a piedi lungo la Via Francigena, mi sono reso conto che è un vero peccato per l’Italia aver lasciato cadere in disuso questo sentiero, perché potrebbe aiutare tanto gli italiani quanto gli stranieri a conoscere meglio il Paese. Se sviluppato nel rispetto dell’ambiente, il percorso potrebbe offrire una meravigliosa occasione di scoprire parti d’Italia raramente battute dai turisti.
La mia prima idea di promuovere la Via Francigena era di scrivere un libro, e lo farò, ma volevo anche una cosa più immediata. Così dalla strada terrò un blog che arricchirò quotidianamente con le esperienze del mio cammino e le persone incontrate, fornendo informazione sui luoghi attraversati e le persone conosciute con la speranza che questo aggiungerà qualcosa agli altri iniziative che cercano di valorizzare la Via Francigena. Anche il Camino iberico era stato dimenticato fino alla sua riscoperta, avvenuta negli anni ’70 a opera di due persone che hanno coinvolto il governo spagnolo facendo riemergere il tracciato del Camino.
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