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A PIEDI LUNGO LA VIA FRANCIGENA PER I 1.700 KM CHE SEPARANO LE ALPI DA OTRANTO
 
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  Giorno 4 (II) - Una riunione spagnola sotto un ponte romano

Giorno 4, martedì, 24 aprile 2007 –  La strada bolle sotto il sole spagnolo di fine maggio e io con essa. E’ senz’ombra di dubbio quella che in Italia ho imparato a chiamare una giornata no.

Mentre trascino i piedi sul sentiero, cercando di allontanare il pensiero dalla sete e dalla stanchezza, mi passa accanto un orsetto Duracell che procede con uno zaino che sembra pesare almeno la metà di lui.

Mi costringo a tenere il passo dell’orsetto, che dice di chiamarsi Giulio e di venire da Ivrea, e lo tallono come farebbe un ciclista esausto con un compagno più veloce o un avversario.

I nostri discorsi sulla vita e tutto il resto sono sufficienti ad allontanare la mia testa dai miei piedi e senza rendermene conto mi ritrovo nella città successiva.

Questo accadeva a maggio scorso e l’ultima volta che ho visto Giulio ci abbracciavamo sui gradini della Cattedrale di Santiago de Compostela con la commozione dei pellegrini che ancora stentano a credere di avercela fatta.

Anche oggi abbiamo ripreso dagli abbracci prima di attraversare il ponte romano di Pont Saint Martin dove Giulio mi è venuto incontro.

A dispetto della differenza d’età, ci separa un quarto di secolo, Giulio e io siamo diventati amici in Spagna e, come solo un amico farebbe, ha deciso di accompagnarmi per tre giorni in questa mia nuova avventura.

La bistecca Vadostana potrebbe effettivamente aver avuto qualche effetto benefico sui miei muscoli, perché i miei polpacci stanno meglio (potrebbe tuttavia anche essere merito delle creme che ho imparato ad applicare con una certa assiduità).

Giulio conosce delle strade fuori mano e riesco finalmente a tenermi lontano dalla statale 26 fino a Carema, un paesino delizioso incastonato nel fianco di una montagna tra vigneti terrazzati.

Dopo un piccolo tratto su una strada trafficata siamo di nuovo nel silenzio anche se l’asfalto non manca. Giulio vive a Palazzo Canavese, 31 km da Pont Saint Martin se ci si mantiene più o meno lungo la SS26, ma quando arriviamo a casa sua abbiamo in realtà macinato 45 km.

Leonardo, amico di Giulio e veterano del Cammino anche lui, ci raggiunge a Montalto Dora e ci guida mentre saliamo sulle colline circostanti che ospitano ben cinque laghi.

La strada cambia in continuazione aspetto e ci ritroviamo a camminare attraverso vigneti, foreste e lungo laghi. Sopra Montalto incrociamo vari gruppi scolastici che imparano la geologia del luogo.

Una delle insegnanti, Marisa, mi dà una rapida lezione di botanica spiegando che una certa pianta si chiama Sigillo di Salomone perché la radice si divide in tante sezioni tutte di uguale lunghezza.

Una delle nostre varie deviazioni dal sentiero principale ci porta a visitare l’aula vista lago di un’associazione chiamata Serra Morena (www.serramorena.it) che lavora per incoraggiare I bambini allo studio della geologia locale.

Il gruppo, di cui fa parte anche Giulio, cerca anche di rintracciare e ripristinare i sentieri che possono essere utilizzati da chi percorre la Via Francigena per evitare le strade asfaltate.

La cena a casa di Giulio (per dettagli puoi leggere il post precedente) con dei fan della Via Francigena mi risolleva dopo la faticaccia della giornata. Mancano sforzi coordinati ed efficaci per migliorare la Via ma quantomeno qui si muove un gruppetto di volontari autofinanziato.

Dettagli di viaggio: da Pont Saint Martin a Palazzo Canavese, 46 km (15 dei quali dovuti a deviazioni di vario genere). Dislivello: 610 metri in salita, 663 metri in discesa.

Stato della strada: in alcuni punti (in particolare vicino a Settimo Vittone e Montalto) ci sono dei sentieri magnifici e ben segnalati, sebbene non ci siano indicazioni del fatto che vi trovate sulla Via Francigena, per cui a meno di avere una guida non sapreste come cercarli. Ci sono lunghi tratti sull’asfalto ma solo un chilometro di strada sulla malefica SS26. Questa tappa ha un grosso potenziale. Se ci fossero dei segnali sarebbe fantastica per la varietà del paesaggio. L’acqua in generale è disponibile salvo che sulle colline sopra Montalto.

Bollettino meteo: soleggiato e limpido. 18°C alla partenza alle 7 del mattino e 27°C all’arrivo con una punta di 29°C durante il giorno.

Bollettino medico: i polpacci vanno meglio. Le vesciche sono rimaste sotto controllo quasi per tutto il giorno fino a quando non ne è spuntata una nuova. Il ginocchio destro mi fa male in discesa.



   

 

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