26 November 2007 – Questo e' stato un weekend importante per la Via Francigena, o meglio, importante se vi piace sentire tanta gente che dice quanto sarเ grande questo percorso un giorno. Teatro di questo avvenimento e' stata Siena, piu' specificatamente il suggestivo complesso di Santa Maria della Scala, un ex-ospedale dove i pellegrini venivano soccorsi mille anni fa. L’evento e' stata una conferenza di due giorni intitolata, “La Via Francigena: tra Medioevo e terzo millennio.”
Ancora una volta tante persone si sono ritrovate per parlare della Via Francigena e, come sempre in questi casi, ci sono stati tantissimi pronostici ottimistici. Io non c’ero ma Franco (vedi il post precedente), miei occhi e mie orecchie in Toscana quando non sono laggiu', c’era ed e' rimasto colpito molto positivamente da tutto. “Questa potrebbe essere veramente la volta buona che succede qualcosa”, ha commentato con me.
Se volete giudicare da voi, ecco alcune dichiarazioni dei presenti:
Mario Lupi, consigliere regionale della Toscana e componente dell'ufficio di presidenza dell'associazione europea delle Vie Francigene: “Se l'euro ha unito il mondo economico dell'Europa, la Via Francigena e' la chiave di volta per realizzare veramente l'unione di popoli europei. Occorre creare la rete ed i nodi che manterranno salda la struttura, ognuno per le proprie competenze: la Via Francigena soprattutto e' di chi la percorre, di chi la vive, di chi crede.” (questa citazione grazie ad Adnkronos)
Nel caso tu pensassi che questo bel momento, espressione di unita' e buona volonta', possa mettere a tacere le polemiche, ti sbagli… Gli italiani amano la polemica e la Via Francigena non mutera' questa caratteristica nazionale.
Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio Regionale Toscano: “Se dovesse prevalere il municipalismo, sarebbe un rischio devastante per l'intero progetto, del quale traggono beneficio anche quei comuni non attraversati dal tracciato. Non c'e' solo un localismo municipale, ma anche un localismo istituzionale. Cultura, turismo, ambiente, agricoltura, infrastrutture fanno capo ad assessorati e ministeri diversi. Un effettivo coordinamento, che mi auguro nasca proprio con questo convegno, ่ la condizione indispensabile per la realizzazione". (AGI) In pratica, quindi, l’Italia forse non avra' la Via Francigena che merita perch้e' un sottosegretario con delega al turismo non va d’accordo con la sua controparte al ministero dell’Agricoltura.
Anna Benvenuti, medievalista dell'Universita' di Firenze, che – nota Adnkronos - era molto scettica sulla scelta del percorso fatta dall’Italia (corrispondente a quello compiuto da Sigerico nel 990 e da me sei mesi fa): “e' solo uno dei tanti itinerari di un fascio di strade che portavano a Roma.”
Si' Anna, hai detto bene, ma un percorso doveva pur essere scelto per la segnaletica e quello di Sigerico sembra essere la scelta piu' ragionevole.
Allora, come ho detto, non c’ero al convegno. Non ce l’ho fatta perche' oggi parto per un viaggio di tre settimane in Laos, Vietnam e Cambogia. Ci vediamo a dicembre… |