1 ottobre 2007, Milano - Una domanda che mi rivolgono spessissimo è quante persone percorrano la Via Francigena ogni anno. Quanto vorrei saperlo anch’io. Peccato però che nessuno registri dei dati. Se cammini fino a Roma ti capiterà ogni tanto di ascoltare qualcuno con la propria teoria sul numero di pellegrini, ma numeri affidabili sono difficili da trovare.
Io ho ottenuto delle infomazioni da varie persone, ma le cifre con ogni probabilità più vicine al vero mi sono state fornite da Pierluigi Cappelletti, un signore che abita a Orio Litta, un paesino situato praticamente sull'argine del Po, proprio nel punto in cui Sigerico, arcivescovo di Canterbury, attraversò il fiume nel 990 di ritorno da Roma e dove l'ho attraversato pure io ad aprile di quest’anno con Joakim, Carl e Claire.
Se cammini per quasi 1.000 chilometri è inevitabile che incontrerai delle persone stupende, ma è altrettanto inevitabile che alcune lascino il segno più di altre. Di alcune avresti voluto scrivere ricordando quando ti hanno ospitato nel loro paese e ti hanno curato assicurandosi che ti sentissi a casa anche se eri appena arrivato e saresti partito presto la mattina dopo. Cappelletti è una di quelle persone.
Qui sotto c’è un piccolo assagio del libro cui sto lavorando. In particolare si tratta del brano che descrive il momento in cui l’ho conosciuto e dei dati che ha raccolto sul numero di persone che hanno percorso la Via Francigena. Metterò la seconda parte del brano nel prossimo post.
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Era il primo pomeriggio quando abbiamo lasciato i binari per entrare nel paese di Orio Litta dove ci ha accolti con straordinario entusiasmo Pierluigi Cappelletti, insegnante nella scuola elementare del paese e giornalista part-time che si è assunto l’incarico di dare il benvento personalmente a tutti i pellegrini che arrivano in paese. La gioia che Cappelletti trae dall'incontro con i pellegrini è palese, ma l'altra ragione per la quale assolve con estrema solerzia a questo compito è che circa dieci anni fa ha fatto una promessa al parroco (che nel frattempo è stato spostato in un altro paese della Lombardia) di essere sempre pronto ad accogliere i pellegrini.
Una volta in paese non avevamo ancora fatto a tempo a toglierci di dosso gli zaini che Cappelletti ci si è materializzato davanti all'improvviso sulla sua biccicletta. Dopo i saluti e dopo aver lasciato le nostre cose nella palestra che sarebbe stata casa nostra per la notte, la prima cosa da fare era firmare il "libro d'onore" di Cappelletti. Uno sguardo, anche brevissimo, all'amore e alla cura che Cappelletti nutre per questo libro - che raccoglie le firme e i commenti di oltre 700 pellegrini che sono passati da qui dal 1999 in poi - e ti senti onorato di essere invitato a firmare anche tu. Dal novembre '99 Cappelletti ha cercato di far firmare ogni pellegrino che sia passato da Orio Litta e nella totale mancanza di qualsiasi statistica ufficiale sul numero di persone che percorrono la Via Francigena, questo libro è diventato un documento storico importante.
"Due pellegrini, uno italiano e uno spagnolo, sono passati qui nel 1996," ha detto Cappelletti mentre conversavamo sulla strada per la palestra. "Prima d'allora nessuno sapeva neanche cosa fosse la Via Francigena. Quella è stata un'estate chiave perché la rivista Trekking ha pubblicato un grosso articolo sulla Via Francigena e ha attirato l'interesse della gente. C'erano meno di 10 persone nel 1997 e poi nel 1998 ce n'erano quasi 25, ma 15 facevano parte di un unico gruppo che arrivava da Como."
E da lì è nata l'idea del registro delle firme che, anche se non esaustivo, ha un valore immenso. Tra i limiti del registro c'e' il fatto che non c'è nulla che impedisca a un pellegrino di passare per Orio Litta senza essre notato, e dunque contato, da Cappelletti, il quale stima di perdere così circa il 20 per cento di quelli che passano per il paese. Inoltre, siccome non c'è una Via Francigena "ufficiale" ben segnata, ci sono anche pellegrini che camminano fino a Roma su quella che loro considerana la Via Francigena e che non passano neanche per Orio Litta (va detto che Sigerico passò qui nel 990). Qualcuno che inizi il cammino a Milano, per esempio, potrebbe molto facilmente saltare Orio Litta perché il paese rimane leggermente spostato da quella che sarebbe una linea dritta fino a Piacenza e Fidenza, due città grandi sulla Via Francigena. Poi è impossibile sapere se qualcuno che ha firmato il libro sia arrivato fino a Roma o se si sia fermato il giorno dopo per una tendenite insopportabile o semplicemente perché ha avuto un desiderio incontrollabile di tornare a casa e dormire nel suo letto. E poi ci sono quelli che hanno iniziato a camminare a sud di Orio Litta e dunque non compaiono nel libro.
Ah, ma che libro.
(continua...)